martedì 6 novembre 2012

Un anno

Un anno fa, a quest'ora, la fra era su un aereo intercontinentale pargoli-munita e si preparava ad uno dei salti nel vuoto più grandi che avesse mai fatto.
Lasciata Parigi e lasciata l'Europa in compagnia degli ultimi sms della lalla, la fra si chiedeva legittimamente se avrebbe mai potuto mandare sms, se sarebbe sopravvissuta al caldo, se i bambini si sarebbero ambientati con facilità.
La fra, un anno fa, se lo ricorda bene, pensava che stava andando a casa. Nel posto che sarebbe stata la loro casa per quattro anni. Nel posto in cui Marito Paziente avrebbe prestato servizio per 4 anni. Nel posto in cui i suoi figli avrebbero imparato a scrivere e a leggere. Nel posto in cui anche lei avrebbe imparato una nuova lingua.
Quello che la fra allora non sapeva era che si sarebbe innamorata di un sole grande e arancione, che ci sarebbero state giornate veramente dure, che affrontare qualsiasi malattia lontano, così lontano, dai tuoi affetti è pesante.
Che avrebbe dovuto fare i conti con gli immancabili sensi di colpa occidentali e che avrebbe sperimentato un'intolleranza nei confronti di chi pensa che sei bianco sei un pollo da spennare, o una vacca da mungere.
Che avrebbe imparato a guidare una macchina di cilindrata imbarazzante e col cambio automatico.
Che si sarebbe emozionata sentendo cantare "volare", nella sua lingua, in un supermercato.
Che avrebbe avuto la voglia di prendersi tutti i bambini con gli occhi da grandi e portarli via dalla loro povertà e dalla loro mancanza di futuro.
Che avrebbe dato qualsiasi cosa, qualsiasi, nei giorni duri, per poter uscire a prendere un caffé con un'amica.
Che avrebbe dovuto mettere da parte delle cose di se stessa e farne uscire altre.
Che quello che ha sempre dato per scontato, scontato con è affatto.
Che dietro alle situazioni qui non c'è solo povertà, ma anche nessuna voglia di migliorarsi.
Che avrebbe provato molta rabbia, per questo.

A distanza di un anno, la fra è ancora convinta che questa sia casa sua e tuttosommato ci si trova anche bene.
E, nonostante i giorni duri, gli scazzi e le disavventure mediche, non ha mai pensato di tornare indietro, o di aver fatto uno sbaglio.

19 commenti:

  1. che bel post :)
    è sempre leggere leggere punti di vista così vicini alla realtà!

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    1. grazie ^^ questa diciamo che resta un'interpretazione della realtà, ma cerco di mantenermi sempre abbastanza obiettiva ^^

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  2. Continuo ad ammirare il coraggio tuo (e della tua famiglia) e di tanti come voi di mollare qui per andare lì, ovunque sia LI'.

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    1. Ti dico la verità: se lo stipendio non fosse stato così buono, non so quanto avrei accettato di stare in un posto come questo. Sono contenta di starci e mi piace il confronto con culture nuove, sono felicissima dell'enorme opportunità di crescita che stiamo dando ai nostri figli, però stare qui non è facile, per niente. Coraggio? Incoscienza? boh.
      Tutti mi dicono che siamo stati coraggiosi, io non l'ho mai pensato. Semplicemente c'è stata offerta un'opportunità, abbiamo pensato al futuro dei nostri figli e la risposta è venuta da sé.

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  3. carissima, ti volevo comunicare che hai vinto il 2 premio del mio GiveawaY!!
    (non mi dire che la cornice shabby deve volare fino in Africa?!?!?!)
    ciao!

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    1. Ti ho già risposto da te e via mail, non sai quanto sia bello potersi portare qualcosa di fatto col cuore da un posto che ti è così lontano. Ha un valore inestimabile! Non vedo l'ora che sia febbraio così potrò prendere la tua splendida cornice da casa dei miei :-)

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  4. "Che avrebbe dato qualsiasi cosa, qualsiasi, nei giorni duri, per poter uscire a prendere un caffé con un'amica."

    ...che quell'amica, vorrebbe tanto poter alzare il telefono e farsi una chiacchierata con la sua fra.
    ma passerà!e fai bene e a non pentirti, perché avete fatto STRA-BENE!:*

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  5. Bellissimo!
    Ti scopro oggi e non ti mollo!
    Giovanna

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  6. Che bello, hai espresso con semplicità e profondità insieme molte cose che condivido (ah,quel caffè con l‘amica!!)
    Bel blog,ti leggo quando riesco...
    Chiara,mamma “africana“ come te

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    1. Chiara, benvenuta!!! Dove vivi? rimaniamo in contatto!!!

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    2. ...che non so in Costa d‘Avorio,ma qui in Cameroun la connessione ti permette questi velocissimi tempi di risposta!!! ;)
      ti seguo eh,coi miei tempi,ma seguo...

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  7. Ciao
    Seguo da poco questo blog ma mi piace molto come scrivi, sembra quasi di riuscire a conoscervi da come racconti le cose.
    Cose che sicuramente saranno estremizzate a migliaia di km di distanza, ma che non sono meno vere se la distanza è inferiore...
    Tempo fa hai scritto di un altro tuo blog... Come lo trovo?
    A presto

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    1. grazie mille del bellissimo complimento :-)
      quel che resta del mio vecchio blog (che mi ha accompagnato in un percorso decisamente diverso all'interno della mia vita: il lavoro, la convivenza, il matrimonio, i figli) dopo il trasferimento dalla piattaforma splinder (sono purtroppo andati perduti dei post ^^') lo trovi all'indirizzo:
      http://latanadellafra.blogspot.com/
      era un blog decisamente molto più personale di questo e ha affrontato temi pesanti che qui ho deciso di portare solo "di striscio" e anche tutte le mie confusioni nel cambiare la mia vita e costruirmene un'altra diversa.
      Buona lettura ^^

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